Sotto le feste, si sa, si gioca. Giocare, parola ultra ambigua. Perché oltre alla sua ambiguità di base, ai diversi significati che la stessa parola racchiude c’è il fatto che giocare, invece, ha l’apparenza di una parola cristallina, pulita, univoca, in cui tutti, bene o male, riconoscono lo stesso significato; mentre secondo me giocare riesceContinua a leggere “Sul gioco, sul giocare e sui giocatori”
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In una classe
Sono stato in una classe di una scuola superiore. Una quarta. Un incontro a settimana per un paio di mesi. Un progetto di audiovisivo in ambito sociale. Mentre le primarie e le medie le ho continuate a frequentare anche negli ultimi tempi, in una scuola superiore non entravo da almeno dieci o quindici anni. «QuestiContinua a leggere “In una classe”
Smartphone e pistole
Leggo, quanto meno nella mia bolla social, un levarsi di scudi contro il recente divieto di introdurre smartphone a scuola. In particolare mi colpisce l’indignazione di molti operatori dell’ambito di comunicazione della scienza e spesso quest’indignazione si traduce in un elogio dello smartphone come utile strumento di indagine scientifica, praticamente un completo laboratorio scientifico sempreContinua a leggere “Smartphone e pistole”