Sono in biblioteca. C’è un bel silenzio qui. Sto venendo spesso, perché è proprio a due passi da casa mia.
Sono in biblioteca e al tavolo a fianco al mio c’è una ragazza che studia Reti di calcolatori numerici, o qualcosa del genere. Ora, dopo un paio d’ore di studio fitto, si è alzata ed è andata di sotto, forse al bagno, forse un caffè.
Il piano dove siamo è praticamente deserto.
Ho un impulso irresistibile.
Guardo il tavolino che ha lasciato temporaneamente. Un computer portatile con un hard disk esterno collegato. Un portapenne trasparente. Sparse sul tavolo un po’ di penne colorate. Un piccolo mouse senza filo. Il libro di testo – grazie al quale so cosa sta studiando- un quaderno, uno zainetto aperto. Gli appunti. Vorrei andare a sedermi sulla sedia che ha appena lasciato e guardare un po’ le sue cose. Non sono cleptomane. Non mi interessa rubare niente. Non mi interessa trovare segreti. Quelle sono cazzate. Vorrei sapere solo come vive un’altra persona. Come organizza gli appunti di studio. Com’è la sua grafia. Fa degli schemi o dei riassunti? Perché ha un hard disk esterno? Ormai anche il più economico dei computer ha una capacità talmente alta da essere sufficiente a contenere pressochè infiniti documenti. Ma se ha bisogno di spazio esterno vuol dire che forse utilizza video o foto in modo massiccio? O forse l’hard disk è di qualcun altro? Magari adesso gli appunti fra compagni si passano così. Come organizza il desktop del computer? È ordinata – cartelle ben strutturate- o una di quelle persone che buttano tutto sul desktop fino a quando non decidono di cambiare computer? E se le cartelle sono organizzate, come sono organizzate? Per temi? Vacanze, viaggi, famiglia, università, amici. Per anni? 2018 2019 2020 2021 2022. Per tipologie? ebook, video, foto, documenti. Io, ad esempio, non ho mai trovato una soluzione unica e ogni volta mi trovo con video delle figlie al mare sia nella cartella video, sia nella cartella famiglia sia nelle cartelle degli anni. Una volta mi sembra più comoda metterla là e la metto là. La volta dopo mi sembra più intelligente metterlo dall’altra parte e lo metto dall’altra parte. Ma non sarà solo un problema mio, penso. Come fanno gli altri?
Come vivono gli altri? La chiave per sapere come vivono gli altri secondo me sono le piccole cose. I dettagli. Le piccole consuetudini. Piccole o grandi, perché alcune consuetudini sono in realtà manie travestite da agnellino.
A volte – sappiatelo amici – quando sono a casa di qualcuno, soprattutto sconosciuti – sappiatelo, sconosciuti, prima di invitarmi a casa vostra- a volte, quando sono in bagno a casa di qualcuno, apro piano piano gli sportellini o i cassetti. Sono curioso di sapere come organizzano ad esempio il bagno le persone. Alcuni ad esempio tengono gli asciugamani in un armadio in bagno. Io ad esempio no. Non ho posto. Ma neanche a casa dei miei si tenevano in bagno. Gli asciugamani stanno in un armadio in corridoio. Quindi vedere un armadio pieno di asciugamani in un bagno per me è una piccola sorpresa. I prodotti per la cura della persona. Ho scoperto che esistono infiniti prodotti per la cura della persona. E quel tuo amico lì, che hai sempre reputato un po’ uno da centro sociale, un po’ disinteressato a queste cose, beh quando scopri che ha ben tre tipi diversi di creme desquamanti per le mani, è una piccola sorpresa.
So che non dovrei. Non è una cosa che si fa. Esiste un termine, ed è dispregiativo: ficcanaso.
Ma quantomeno so che queste rivelazioni le tengo per me. Non le uso. È proprio solo un modo di affacciarmi a quel mistero che è la vita degli altri. Forse chi per lavoro, medici, psicologi, assistenti sociali, entra già mani e piedi nella vita degli altri, tutto questo è superfluo. Ma non sono i problemi degli altri che mi attraggono. È proprio solo la quotidianità. Che formati di pasta ha in dispensa. Se le camicie le appende o le ripiega. Se usa il collutorio e se dorme con le mutande o senza.
Per me sono come spiragli. I miei tagli su tela.
Un esercizio, anche. Un modo per non cedere alla visione unica dominante del mondo: la mia. Un modo per ricordarsi di tutte le possibilità.
La ragazza ora è tornata. Chissà dove tiene gli asciugamani…